Intervista a:Armando Napoletano

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Armando Napoletano,è un baritono italiano precisamente di Caserta,con una voce pazzesca.

Sono stata rapita dal suo talento,tanto da volerlo conoscere meglio e farlo conoscere anche a voi.

Dunque ci siamo fatti una chiacchierata ed ecco l’intervista.

Partiamo dalle tue origini artistiche,quando hai iniziato a interessarti alla musica ed in particolare alla musica classica?

Il mio incontro con la musica classica c’è stato quando ero molto piccolo,grazie a mio nonno che amava l’opera italiana,in particolare il tenore Enrico Caruso e da lì tutto è nato,è stato un amore a prima vista e poi,grazie alla mia famiglia che mi ha permesso di studiare,sono arrivato fino a qui.

Che bello,ti va di parlarci del tuo percorso artistico?

Assolutamente sì!!!Ho iniziato a studiare canto lirico verso i 16 anni,poi dopo la maturità,a 18 anni,ho fatto l’ammissione al Conservatorio di San Pietro A Majella di Napoli e ho cominciato a fare le prime esperienze in Conservatorio;poi l’anno scorso ho preso parte al Rigoletto di G.Verdi al teatro alla Scala di Milano come corista e da lì sono stato a Shanghai per il Flauto Magico di Mozart.

Poi a Dicembre 2019,ho preso parte al concerto di gala di Placido Domingo per i suoi cinquant’anni scaligeri.

Bene,quanto è importante per un musicista raggiungere un’identità artistica?

Prima di essere artisti,siamo innanzitutto persone quindi è molto importante essere preparati tecnicamente,ma la cosa fondamentale è fare un buon lavoro su se stessi e capire quali siano le cose migliori da fare.

Molte volte in scena dobbiamo essere un personaggio diverso dalla nostra personalità ed è lì che bisogna lavorare al massimo per essere credibili e far capire al pubblico che ruolo ha il personaggio nell’opera stessa.

Molti artisti,hanno dei punti di riferimento.Tu ne hai?Se sì,a chi ti ispiri?

Certo!!!Le mie due fonti di ispirazione sono Piero Cappuccilli ed Ettore Bastiamini,che a parer mio si completano a vicenda per le loro qualità tecniche e vocali.

Quali sono i lati positivi di un cantante?

Beh,di lati positivi ce ne sono tanti;ad esempio conosci tantissime persone nuove e da loro impari tante cose,poi il fatto di essere sempre in viaggio,e quindi di scoprire continuamente posti nuovi grazie a questo lavoro meraviglioso;ma la cosa più bella è di trasmettere,attraverso la propria voce,un pezzo di se a chi ti ascolta.

E quelli negativi?

Ricordo quando andai a cantare a Vienna,ed era la mia prima esperienza lontana da casa,entrai in stanza,mi misi a letto e ho sentito per la prima volta la mancanza della mia famiglia,quindi penso che il lato negativo in assoluto sia stare lontano dalle persone che ami.

Cosa provi quando canti?

Bella domanda!!!Provo un connubio di sensazioni che si uniscono tra di loro,ma quando emetti il primo suono tutto intorno a te si ferma e il mondo ti lascia solo con la tua musica.

Come ti senti prima di un concerto?

Prima di un concerto la preparazione inizia dal mattino,cioè durante le ore precedenti al concerto cerco di parlare poco,di non stancarmi fisicamente e di conservare tutte le energie per la serata.

Prima di entrare c’è sempre la paura di sbagliare o di cedere all’emozione,ma quando tutto inizia,le sensazioni negative svaniscono un pò alla volta.

Ho letto che studi al Conservatorio,quali sono i tuoi piani futuri?

Dopo la laurea vorrei tentare di entrare all’Accademia del Maggio Fiorentino per poter continuare il mio perfezionamento  tecnico ed espressivo.

Come l’hanno presa i tuoi genitori la scelta di diventare cantante lirico?

Ovviamente all’inizio erano un pò scettici,ma poi hanno visto che era la cosa che amavo fare e mi hanno dato i mezzi per poter studiare ed andare avanti.

Hai paura di sbagliare ad un concerto?

Sì,avere paura è umano!!!Luciano Pavarotti,prima di entrare in scena raccontava barzellette ai colleghi per poter allentare la tensione.

Hai un gesto scaramantico prima di ogni concerto?Se sì,quale?

Scaramantico proprio no,ma mi ripeto continuamente”Canta Como un Hombre”non so perchè ma mi dà forza!!!

C’è qualche tuo collega o qualche tua collega con cui vorresti collaborare e/o duettare?Se sì,chi?

Per me i colleghi sono tutti uguali!!!Ma avrei più piacere a cantare con i miei compagni di studio in Conservatorio perchè così si cresce insieme.

Stai lavorando a qualche progetto discografico?Se sì,ti va di parlarne?

Attualmente no!!!La musica classica ha bisogno di maturazione tecnica e personale,quindi per adesso la mia priorità è lo studio.

Ci sono tanti giovani che sognano di diventare cantanti.Che consigli ti senti di dare?

Essendo giovane anche io non posso dire tanto,ma la cosa che mi ripeto e che mi sento di dire è che lo studio e la costanza sono la chiave per aprire qualsiasi porta.

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Pubblicato da unviaggionellospettacolo

Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.