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Chiacchierando con gli autori: Annalisa Baeli si racconta

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“Nap non avere paura” è il mio primo romanzo edito, ma non il primo che ho scritto

Annalisa Baeli

Da poco è uscito il libro Nap-Non avere paura ed edito con la PAV Edizioni, della scrittrice siciliana Annalisa Baeli con la quale ho avuto una piacevole chiacchierata per la rubrica Chiacchierando con gli autori. Ecco l’intervista integrale:

Ciao Annalisa, è un piacere per me conoscerti. Ti va ti presentarti e parlarci un po’ di te?

Credo sia sempre un lavoraccio riuscire a parlare di sé, ma devo provarci.
Mi chiamo Annalisa Baeli, ho 39 anni e sono di origine siciliana, anche se la vita mi ha portata a viaggiare molto, sia in Italia che all’estero. Negli ultimi 10 anni ho vissuto in Svizzera, dove ho conosciuto mio marito, e dopo il matrimonio, è nata Lara che oggi ha 6 anni. Ho fatto quindi la mamma a tempo pieno, anche se il lockdown mi ha dato opportunità di rispolverare una vecchia passione che avevo chiuso in un cassetto, insieme a tante pagine scritte. Ho iniziato a scrivere per passatempo, anche se gli studi umanistici che avevo intrapreso all’università, mi hanno di certo aiutata nella sua elaborazione. Spinta dalle amiche e con il pieno appoggio della mia famiglia, decido di inviare un manoscritto alla Pav Edizioni, e qualche mese dopo, il mio primo romance “Nap-Non avere paura” è stato pubblicato, dando il via alla mia avventura all’interno della famiglia Pav. Ad oggi ho ben due pubblicazioni alle spalle, la cura del concorso e relativa antologia “Sicilia in penna” e da poche settimane, sono uno dei direttori scientifici della sezione RomancePav, nello specifico della collana ChicklitRomance. La scrittura mi ha anche dato opportunità di tornare a vivere in Italia, pur con qualche difficoltà dato che mio marito, fa la spola dalla Svizzera ogni fine settimana.

Iniziamo la nostra chiacchierata con il primo libro Nap non avere paura. Ti va di parlarcene?

“Nap non avere paura” è il mio primo romanzo edito, ma non il primo che ho scritto, bensì il quarto. Dopo un’attenta riflessione e lunghe chiacchierate con le amiche, decisi di inviare proprio Nap perché in quel momento, rappresentava davvero un salto di qualità rispetto ai primi tre scritti, sia come intreccio della trama che per stile di scrittura. A essere onesta non ci speravo molto, credevo di non essere all’altezza per una pubblicazione, ma questo solo a causa del mio minuscolo ego che contrasta con la forte personalità che possiedo. Eppure, la testardaggine, in questo caso, credo mi abbia dato la giusta spinta almeno per provarci. Senza ombra di dubbio Nap rappresenta il mio passo avanti, soprattutto come persona. Mi ha reso una donna migliore, azzarderei a dire anche una mamma migliore, sicuramente soddisfatta. Dico spesso che Nap non avere paura è il mio primo figlio libroso, e proprio come i primogeniti, a volte si è impreparati ad accudirli, devi imparare a conoscerli e anche a farti amare, e questo è ciò che è successo facendo un grande lavoro su me stessa.

C’è qualche messaggio in particolare che vuoi lanciare ai lettori?

Io non credo che i lettori abbiano bisogno di messaggi. Ognuno legge ciò che ama o preferisce, che lo emoziona e lo travolge. Tuttavia, in ogni mio scritto, cerco sempre di inserire una morale che può avere diverse interpretazioni anche a secondo del periodo di vita che si sta attraversando, cogliere qualcosa di positivo in mezzo alle mille note negative.

La protagonista del libro si chiama Jamie. Ti va di parlarci un po’ di lei? Ovviamente senza spoilerare il libro. Ma soprattutto quanto ti rivedi in lei?

Questa è una di quelle domande alle quali rispondo sempre con un sorriso, poiché io e Jamie non ci somigliamo per nulla. La creazione del suo personaggio ha una bellissima storia alle spalle però.
Per Jamie ho preso spunto da una mia carissima amica, MariaPia, la quale è un’appassionata di “cianfrusaglie”, maniaca dell’ordine e della pulizia. Spesso la prendevo in giro per queste sue ossessioni e dato che stava attraversando un momento particolare della sua vita, decisi di cucire il personaggio di Jamie su di lei. Lei ne fu entusiasta e onorata, io non avevo bisogno di forzare le cose, dato che Jamie, la conosco benissimo.

Il secondo libro si intitola invece La strada di casa. E sfogliando le pagine ho notato che ciascun capitolo inizia con una citazione. Ti va di dirci qualcosa in merito?

In parte ho tenuto il mood già sperimentato con Nap, nel quale usavo fare una Valutazione della giornata a ogni fine capitolo. Ne La strada di casa invece, ho riportato tutto all’inizio, con citazioni che aiutano proprio a far partire il capitolo: a volte sono aforismi, altre piccole parentesi di canzoni, altre ancora proverbi.

Ho letto che scrivi da quando eri piccola. C’è qualche autore in particolare che ti ispira?

A casa mia i libri sono sempre stati presenti, letti e amati quanto detestati. La passione per la lettura l’ho ereditata da mio padre, che ancora oggi, a 78 anni, passa le sue serate a letto leggendo grandi classici. Ho amato in particolar modo la letteratura russa, quindi Tolstoij, Bulgakov e Dostoevskij. Tuttavia, mi accorsi che i piccoli racconti che scrivevo solo per ridere con gli amici, erano di certo di tutt’altro stampo. Mi appassionai ai libri rosa, quindi Sparks prima di tutti, per poi virare verso Sophie Kinsella, e oggi, credo di aver trovato la mia dimensione di scrittrice proprio ispirandomi a questi ultimi due.

Mi hai detto che hai partecipato alla raccolta di favole per bambini con Immagina e anche alla raccolta Libere tutte usi e costumi da abolire. Ti va di parlarci di questa esperienza?

Per “Immagina” ho dovuto davvero fare uno sforzo immane poiché scrivere una favola per bambini, oltre a essere una grande responsabilità, non mi appartiene in modo naturale. Tuttavia, il progetto era davvero troppo importante insieme all’associazione TiNCORAGGIO, il cui obiettivo è migliorare la qualità di vita della degenza dei neonati e delle loro famiglie nei reparti di Terapia intensiva neonatale.
Per “Libere tutte…usi e costumi da abolire” la proposta è arrivata dalla direttrice Pav Aurora DiGiuseppe, la quale ha invitato tutte le autrici a scrivere un pezzo proprio sull’argomento. I proventi in questo caso sono stati destinati a Donne in rete, associazione che appunto, si occupa della protezione e sostegno alle donne vittime di abusi.
Essere riuscita a partecipare a tali progetti, con qualcosa che amo come la scrittura, e sapere che sono parte attiva per la riuscita, è davvero una soddisfazione incommensurabile.

Nel mese di giugno 2023 hai partecipato a due progetti: è stata presentata l’antologia Sicilia in penna a Una marina di libri e sei diventata direttore scientifico della collana Chicklit Romance per Pav edizioni. Come sono state queste due esperienze?

“Sorprendente” è l’aggettivo che più si avvicina alla mia reazione per entrambi i progetti.
Per Sicilia in penna, il concorso curato da me che ha visto poi la pubblicazione dell’omonima antologia, non mi aspettavo così tanta partecipazione, soprattutto da parte di autori non siciliani. Vedere invece mettersi in gioco scrittori che per un motivo o per l’altro, erano rimasti legati alla mia bella isola, mi ha inorgoglita. In più sono stata felice di ricevere racconti e poesie non incentrate sulla cronaca che ahimè, spesso coinvolge la Sicilia. Gli autori hanno saputo tirar fuori ciò che di bello offre quest’isola, dalle tradizioni più curiose e folkloristiche, al forte legame multiculturale che ha saputo mantenere nei secoli e che oggi, ne fa un crocevia artistico (e anche culinario!)
Per la collana Chicklit Romance, essere coinvolta da Pav Edizioni in maniera attiva e presente, per l’espansione del Romance Pav, non ha prezzo. Amo le commedie romantiche, che oltre a scrivere io stessa, leggo sempre con molto piacere, e selezionare i manoscritti che vedranno la luce a breve (il primo della collana sarà edito a dicembre), collaborare con gli autori sulla revisione dei testi, scambiarsi opinioni e consigli, mi ha arricchita non solo come professionista, ma anche come persona.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.