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Chiacchierando con gli autori: Sara Ortolani si racconta

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Per la rubrica: “Chiacchierando con gli autori” ho avuto il piacere di intervistare Sara Ortolani, autrice del thriller Le acque dell’Abisso pubblicato con la PAV EDIZIONI. Ecco cosa ci siamo dette:

Ciao Sara, è un piacere conoscerti e farmi questa bella chiacchierata con te. Ti va di presentarti e parlarci un po’ di te?

“Ciao, Anastasia, il piacere è mio! Ti ho contattato in qualità di scrittrice emergente, in quanto scrivere è una delle mie passioni, ma in realtà ho una vita piuttosto poliedrica. Ho due lavori a tempo pieno: sono mamma di una bimba di un anno, la mia adorata Miriam, e sono dirigente in un’azienda metalmeccanica che produce componenti per l’aerospace. Quindi, di giorno passo dalle riunioni ai libretti sonori, mentre di notte (quando non crollo) mi metto al computer e do sfogo alla mia fantasia. Sono anche un’avida lettrice, prediligo i generi fantasy, thriller, classici della letteratura e anche saggistica (sono laureata in filosofia), nel mio profilo social saraortolani_autrice condivido le mie modeste opinioni su qualcuna delle mie letture. L’ho detto che sono anche una musicista mancata? Ho suonato per tanto tempo il corno francese e il pianoforte, ormai sempre più in disuso qui a casa.Per concludere, sono appassionata di viaggi e ho anche vissuto all’estero, negli USA, per circa 7 anni – purtroppo (o per fortuna, chissà) il COVID mi ha costretta a rientrare in Italia, dove ho “messo la testa a posto”. Aggiungo solo che da 2 anni organizzo in collaborazione con la mia amica Sara Ruffinelli e con l’Associazione Amici di Spello, un Festival del Fantasy. La location è Foligno, in provincia di Perugia, ed è una rassegna di diffusione culturale dedicata al genere letterario fantasy e ai giochi del genere.
Stiamo già lavorando all’edizione 2024.

Iniziamo a parlare di Le acque dell’Abisso che è il tuo primo romanzo pubblicato con una casa editrice.
La prima cosa che mi ha colpita sono stati il titolo e la copertina.
Ti va di dirci qualcosa in merito?

“Il titolo presenta subito il vero protagonista della storia, che è il Lago Aiso, un laghetto minuscolo ma molto profondo che si trova nei pressi della città di Bevagna, nella mia natìa Umbria. Data la profondità e il colore scurissimo delle acque, il lago è anche chiamato dai locali Abisso. Da qui, l’ispirazione per il titolo.
La copertina è una foto del lago stesso, realizzata dalla fotografa Paola Cucciarelli, che me ne ha gentilmente fatto dono quando ha saputo della mia iniziativa di pubblicazione.”

Sfogliando il libro mi è capitata sotto gli occhi è la citazione di Virgilio che è la seguente “Quod non montalia pectora coges, auri sacra fames!”. Perché proprio Virgilio?

“Mi interessava una citazione classica, in quanto nel romanzo ci sono molti riferimenti all’antichità, latina e non solo, che è fiorita nelle zone in cui abito.Anzi: i lasciti romani e anche più antichi nei siti circostanti sono anch’essi una parte importante della trama. Il significato della citazione, che è un ammonimento sull’avidità, si prestava bene a riassumere uno dei messaggi della storia”.

Le acque dell’Abisso non è il primo romanzo che scrivi. Ho letto infatti che ne hai pubblicato un altro ma in self Publishing. Che differenza hai trovato tra l’autopubblicazione e la pubblicazione con una casa editrice?

“Devo dire che mi sono trovata bene in entrambi i casi, per motivi diversi. La differenza maggiore sta nel grado di “controllo” che si ha sulla propria opera, sulle tempistiche e sulla promozione: io che sono abituata, anche per mestiere, a gestire le cose, piuttosto che a farmi gestire, mi sono trovata molto bene con il Self-publishing.Devo riconoscere, però, che è davvero tanta fatica!
L’autopubblicazione è onerosa in termini di tempo, economici e decisionali, tutto ricade sulle spalle dell’autore per la buona riuscita del progetto. È anche divertente, soprattutto se si cominciano ad avere delle piccole soddisfazioni, ma non avrei potuto sostenere lo stesso lavoro che ho fatto con la saga de I Custodi di Dramar anche con Le acque dell’Abisso, visto i crescenti impegni lavorativi e la nascita di mia figlia.
La ricerca di un partner editoriale mi è sembrata la scelta migliore per la buona riuscita del progetto e la mia salute mentale! Inoltre, avevo anche voglia di misurarmi con un occhio esterno e un team professionale, cui sottoporre il mio lavoro prima di gettarlo in pasto ai lettori. Diciamo che mi andava di provare l’esperienza editoriale “tradizionale”. Devo dire che sono stata fortunata perché ho incontrato una casa editrice molto seria, non a pagamento e che crede nei suoi progetti”.

Ricordiamo che Le acque dell’Abisso è stato pubblicato con la PAV edizioni. A proposito ti va di parlarci di questa collaborazione? Com’è nata?

“La mia collaborazione con la PAV Edizioni è precedente al romanzo, in realtà. Li ho conosciuti tramite il gruppo Facebook Scrittori Emergenti Italia, con cui la casa editrice collabora, in particolare tramite un concorso letterario – il primo cui io abbia partecipato con un mio racconto fantasy. Il racconto è stato selezionato per la pubblicazione ed è stato soltanto il primo di una serie, sia con PAV che con altre case editrici. Ho continuato a seguire la PAV, partecipando ai loro eventi e curando anche una loro antologia di beneficenza, insieme al collega scrittore PAV Giulio Costa: Fuga dalla realtà… con gli occhi della fantasya. Devo infatti ringraziare la PAV Edizioni, specialmente Aurora Di Giuseppe, per le moltissime opportunità che mi sta dando e quella che ormai è diventata un’amicizia”.

In self se non erro hai pubblicato I Custodi di Dramar anche questo romanzo fantasy mi sembra di aver capito. Ti va di accennarci qualcosa?

“Corretto! I Custodi di Dramar è in realtà una saga, composta attualmente da 4 volumi, tutti editi su Amazon in ogni formato, gratuiti su Kindle Unlimited.È un progetto che nasce tanti anni fa, niente meno che da una sessione di gioco di Dungeon & Dragons (come spesso capita per gli scrittori del genere fantasy). La storia è rimasta dormiente per anni, mentre come accennavo vivevo in America. Poi, in un momento di cambiamenti nella mia vita (master finito, trasloco in altro stato, convivenza col mio attuale marito) ho ritrovato gli appunti di gioco e li ho trasformati nei primi volumi della storia, che ho poi spedito ai miei vecchi compagni di scorrerie. Alcuni di loro ne sono rimasti così contenti da incitarmi a continuare a scrivere. Così ho fatto, terminando in bozza una gran parte della trama praticamente di getto. È stato grazie all’aiuto di questi amici che il primo romanzo e poi i vari seguiti stanno vedendo la luce, per cui li voglio citare e ringraziare tutti: Michel Moretti, Marco Sciamanna e Diego Passeri (i miei soci dramariani); Sacha Moretti (l’ispirazione per l’intera storia) e Sara Bondi (la mia editor). La saga è ancora in produzione, il prossimo volume uscirà nel 2024″!

Inoltre mi hai detto che il Lago Aiso è un luogo pieno di leggende e superstizioni( che effettivamente si presta bene come ambientazione di romanzi e film fantasy) Ti va di raccontarci qualcosa in merito?

“Il lago è un posto al centro di miti e leggende locali. La più famosa è legata ad una superstizione di origine cristiana, legata a Sant’Anna: la storia vuole che un avido contadino decidesse di lavorare la terra il giorno della santa (26 luglio) per affrettare il raccolto, invece di offrire la propria devozione come da tradizione. Durante la mietitura, la terra si aprì sotto al trattore dell’uomo, inghiottendolo con tutto il mezzo. Dalla voragine sarebbe nato il Lago Aiso. In tempi più recenti, c’è chi ha raccontato di aver udito rumori fantasma, come di un motore in lontananza, provenire proprio dalle acque. Che il trattore del contadino sia ancora là sotto? Questa superstizione è riportata anche nel romanzo, anche se la vicenda principale ruota attorno ad una trama del tutto inventata, ispirata però dalla suggestione di tutte queste leggende”.

Mi hai detto anche che ti piacciono anche altri generi. Con quale genere ti piacerebbe misurarti?

“Per adesso mi sono cimentata con una saga fantasy e un thriller. Ci sono due altri generi che mi attirano e sono entrambi parenti del fantasy, per la componente sovrannaturale che li accomuna: l’horror e la fantascienza. L’horror cui ambisco è quello del Re del Brivido, anche se Stephen King è inarrivabile e forse per questo non ho mai provato ad emulare il maestro: troppa soggezione. Inoltre, i libri horror sono fatti per lasciarti addosso una certa angoscia e non sono nel momento adatto della mai vita per scrivere cose di questo tipo. La fantascienza, invece, soprattutto di genere distopico/apocalittico, mi attira veramente molto per la possibilità di spaziare con delle storie “futuribili”, mostrare l’umanità come potrebbe essere se la scienza o la tecnologia prendessero certe direzioni. Potrebbe essere uno dei miei prossimi lavori, anche se al momento sono molto concentrata sul completamento di Dramar”.

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I custodi di Dramar

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.