Chiacchierando con: Laura Dimitri

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Il 10 maggio 2023 è uscito l’ultimo singolo della cantautrice pugliese Laura Dimitri. Io l’ho intercettata per voi e abbiamo fatto una bellissima chiacchierata ripercorrendo insieme la carriera artistica. Ecco cosa ci siamo dette:

Ciao Laura, intanto ti ringrazio di cuore per aver accettato di rilasciare l’intervista per il mio blog. Come stai?

Ciao Anastasia, grazie a te per questa opportunità. Sto bene, grazie. È un periodo intenso, pieno di impegni, ma anche di tante gratificazioni umane e professionali. Non mi posso lamentare. È un buon momento.

Solitamente si parte con la promozione dell’ultimo lavoro che sia discografico o che si tratti di libri. Io ho scelto di fare al contrario perché vorrei ripercorrere con te la tua bellissima carriera. Ti va innanzitutto di parlarci anche brevemente di te?

Amo definirmi una portatrice sana di emozioni. La musica per me è stata sempre una valvola di sfogo, il rimedio a tutti i mali e il contenitore delle mie esperienze più belle. Ho attraversato diverse tappe nella mia vita. Nasco come interprete, poi come cantautrice, per poi intraprendere parallelamente anche il percorso di conduttrice televisiva. Ho sempre fatto tutto senza sapere dove mi avrebbe portato una strada piuttosto che un’altra, con la consapevolezza che ai risultati si arriva con grande passione e dedizione. Certo, non mancano i momenti di sconforto, ma servono a renderti più forte e tenace.

Hai esordito nel 2014 come cantautrice con il brano L’immenso è da domani ma a che età ti sei avvicinata alla musica?

Sin da bambina sono stata attratta istintivamente dalla musica. La mia mamma mi racconta sempre che mi divertivo a canticchiare le canzoncine delle pubblicità e a battere le mani a ritmo di musica. Mi capitava da piccola di essere messa in disparte dalle altre bambine che non sempre volevano giocassi con loro. Una cosa che mi faceva soffrire tantissimo e che mi portava a rifugiarmi nella musica. La musica mi faceva sentire viva. Era come avere accanto un’amica pronta ad ascoltarti. Lentamente l’impulso di cantare è diventato sempre più forte e crescendo ho capito che quella poteva essere una strada da percorrere. Ho iniziato con le ospitate nelle feste di paese, con le rassegne canore, un po’ come tutti gli interpreti, fino ad arrivare ai primi live. Ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino musicisti che mi hanno inserita subito in questo mondo e senza rendermene conto ho iniziato a farlo per professione. Prima il pianobar, poi i live con le band, le collaborazioni internazionali, infine gli inediti, grazie ai quali ho avuto la possibilità di raccontare me stessa, la quotidianità e le fragilità che accomunano gli esseri umani, così diversi eppure così simili.

Nella tua bio, ho letto che prima di intraprendere il percorso come cantautrice hai calcato diversi palchi. Ti ricordi il tuo primo live?

Certo. Il veglione di San Silvestro di un lontanissimo 2003. All’epoca lavoravo con Roberto Erario, un musicista che ora non c’è più e con il quale ho condiviso sette anni della mia vita di cantante. Fu proprio lui a sentirmi cantare e mi chiese subito se volessi lavorare con lui, nonostante fossi giovane e inesperta. Dopo di lui ho incontrato Ezio Scarciglia che è diventato per me un importante punto di riferimento. È con lui che ho iniziato ad assaporare la vita da gruppo ed è con lui che ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni…

Hai prestato la tua voce a diverse sigle televisive tra cui una sit-com andata in onda su Telenorba. Quando è nata questa collaborazione ma soprattutto ti ricordi la prima sigla realizzata?

E’ stata proprio quella la mia primissima sigla, quella per la sit-com in onda su Telenorba. Si chiamava “Mamma che figura”. È nata per caso. Inizialmente era stata scelta un’altra cantante. Non ricordo esattamente il perchè, ma quella sigla è stata affidata a me e sono stata felicissima di accettare questa sfida.

Il tuo percorso musicale prosegue senza sosta infatti nel 2017 esce il singolo Chi siamo che verrà inserito nell’EP Io come te anticipato da Il senso delle cose. Ti va di parlarcene?

“Chi siamo” è sicuramente il pezzo che mi ha dato di più, in termini di risposta di pubblico e di programmazione nella radio, ma è anche il pezzo che più mi rappresenta. È la mia essenza, il mio essere una donna forte e al tempo stesso fragile, una donna che lotta per le cose in cui crede e non si arrende, nonostante le avversità, gli ostacoli, anche quando tutto le rema contro. Insomma, una donna che “indossa” con fierezza le sue cicatrici, perché sono la base solida sulla quale si è forgiata la sua anima. “Imparare a lottare ci rende chi siamo”, recita la canzone ed è su questo “mood” che si regge tutto il disco dal titolo “IO COME TE”: un viaggio intimo e introspettivo, lontano dai riflettori della quotidianità che ci spinge a guardarci dentro, a mettere a nudo le nostre debolezze e fragilità, costringendoci a fare i conti con le nostre paure, le nostre sofferenze e delle volte anche con la nostra incapacità di reagire.

Tu non sei solo cantautrice ma anche conduttrice televisiva infatti nel 2020 va in onda Tratti e Ritratti per il canale pugliese R.T.M. Si tratta di un programma dedicato ad ogni forma d’arte ma anche all’intrattenimento. Ti ricordi la prima intervista che hai fatto?

Si, una coach emozionale e scrittrice salernitana, ma spagnola di adozione, da sempre appassionata dell’essere umano nella sua complessità e alle connessioni corpo, mente ed emozioni. Una donna empatica che a seguito di un terribile evento che l’ha segnata profondamente, ha deciso di aiutare l’uomo ad essere la migliore versione di se stesso. Aiutare il prossimo è diventata la sua missione di vita. In tre anni ho avuto modo di intervistare e raccontare tantissime persone, tra volti noti del mondo dello spettacolo ed eccellenze del territorio e non solo. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa e di questo posso solo dire grazie..

Ti va di condividere con noi le emozioni che si provano sia nel condurre un programma televisivo sia nel calcare un palco?

Sono sicuramente due cose diverse. Condurre significa raccontare gli altri, entrare nel loro mondo e provare a condividere quelle che sono le loro storie, portandole al pubblico. Calcare un palco invece, significa mettere a nudo se stessi e provare attraverso un linguaggio universale, quale appunto la musica ad entrare nel cuore della gente, sperando di lasciare loro una parte di sé.

Nel 2019 hai calcato un importante palco infatti hai aperto il concerto delle Vibrazioni. Ti va di raccontarci qualcosa?

Un’emozione incredibile. Cantare davanti a tanta gente…Avevo il cuore in gola, ma sapevo anche che tutta quella gente ovviamente non era lì per me, ma aspettava con fermento i propri beniamini. Un’esperienza favolosa.

Il 10 maggio hai annunciato tramite i tuoi canali social l’uscita del nuovissimo singolo che ancora oggi va alla grande L’Universo sei tu. Che ne dici di parlarcene? Com’è nata?

Il brano celebra il ciclo della vita e pone il focus sul legame profondo e indissolubile che inevitabilmente si instaura tra madre e figlio. Il testo, infatti è un dialogo/monologo immaginario di un bimbo pochi istanti prima del parto, dove la paura dell’esperienza della vita in arrivo (la luce) è confortata dall’imminente primo abbraccio rassicurante della madre che per lui rappresenta l’universo.
La data di uscita non è stata scelta a caso. Il 10 maggio, infatti, avrebbe compiuto gli anni la madre di Ezio Scarciglia, autore, compositore e arrangiatore del brano con il quale ha voluto omaggiare non solo la sua, ma anche tutte le mamme del mondo, quelle mamme che si prendono cura dei propri figli fino a quando arriva il momento in cui non ne saranno più in grado e a quel punto, saranno i figli a prendersi cura della propria madre e più in generale dei genitori, in una sorta di inversione di ruoli, alla quale la vita ci mette inevitabilmente di fronte. Ezio ha scritto “L’universo sei tu”, proprio in questa fase delicata della sua vita, tirando fuori la sua sofferenza, ma anche la sua gratitudine verso chi lo ha messo al mondo, donandogli amore.

Ti ringrazio molto per questa bellissima chiacchierata. È stato un piacere per me scoprire la tua musica.

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Pubblicato da unviaggionellospettacolo

Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.