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Chiacchierando con Marinella Sorrentino: ecco “Clementina”

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Il 1 Gennaio è uscito Clementina romanzo esordio della scrittrice napoletana Marinella Sorrentino.

“Clementina” di Marinella Sorrentino edito Mediterranea Produzioni

In occasione del Campania Libri Festival, fiera dedicata alla letteratura mi sono fatta una bella chiacchierata con l’autrice per parlare di questo piccolo “gioiellino”. Ecco cosa ci siamo dette:

Ciao Marinella, è un vero piacere per me fare la tua conoscerti. Ti va di parlarci un po’ di te?

“Ciao mi chiamo Marinella Sorrentino e Clementina una donna del Novecento a Napoli è il mio romanzo di esordio”.

A che età ti sei avvicinata alla scrittura?

“Alla scrittura mi sono avvicinata da piccolissima, scrivevo il “diario personale” nel quale praticamente ogni giorno scrivevo tutto quello che mi capitava o ritenevo degno di nota e intrattenevo più corrispondenze epistolari, una anche in francese. Una buona “palestra” che mi è servita quando poi in tarda età e complice il covid che ha fermato le nostre vite mi sono seduta e ho scritto il mio romanzo”.

Iniziamo a parlare del libro. Perché l’hai intitolato Clementina?

“Clementina è un romanzo ispirato alla storia vera di mia nonna. I nomi all’interno del libro sono tutti veri, solo i cognomi sono stati cambiati. E proprio per questa particolarità che i miei zii avevano 5 cognomi diversi che ho scritto il libo per spiegare ai miei figli che in un’epoca non lontana (fino al 1975 che c’è stata la riforma del diritto di famiglia) i figli nati al di fuori del matrimonio non potevano essere legittimati da entrambi i genitori e soprattutto non potevano dargli il loro cognome”.

Mi piace molto la citazione di Lev Tolstoj: “Siamo addormentati fino a quando ci innamoriamo”. Come mai hai scelto lui?

“Perchè Tolstoj e il romanzo Guerra e Pace in particolare era il romanzo preferito di mia nonna. La frase poi calzava perfettamente con la prima parte del libro, mia nonna vive “addormentata” perchè vive da donna sposata con un uomo che non ha sposato per amore ma che le è stato imposto dal padre alla giovane età di 17 anni”.

Visto che il romanzo è ambientato nel Novecento. Ti va di parlarci della Napoli di quell’epoca?

“Parliamo degli anni dal 1934 al 1961. Anni densi di avvenimenti storici: fascismo, seconda guerra mondiale, ultima eruzione Vesuvio, dopoguerra. Anni in cui nessun diritto era riconosciuto alle donne sia nell’ambito sociale che familiare. Solo dopo la rivoluzione culturale del 1968 si inizieranno a fare leggi a tutela delle donne”.

Se dovessi descrivere il libro con degli aggettivi?

“Vero perché racconta fatti veramente accaduti anche se romanzati. Drammatico perchè le disavventure che affronta mia nonna sono degne di una fiction. Semplice perché il linguaggio usato è scorrevole e accattivante per non annoiare i lettori e far arrivare in maniera leggera le tematiche importanti che volevo lasaciare a futura memoria”.

Grazie mille per aver condiviso con noi il tuo romanzo.

“Grazie a te”.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.