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Clelia ci presenta “Se ne frega la luna stanotte” edito PAV

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Ed eccomi a pubblicare un’altra bellissima intervista e questa volta é toccato a Clelia Moscariello che ho avuto il piacere di conoscere al Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli in occasione di Napoli Città Libro. Insieme abbiamo ripercorso la sua bellissima carriera di giornalista e autrice. Abbiamo parlato anche della sua ultima creatura “Se ne frega la luna stanotte” edito PAV. Ecco cosa ci siamo detto:

Ciao Clelia, come stai? È un piacere fare una chiacchierata con te.

«Ciao Anastasia, sto bene, ti ringrazio. Anche a me fa molto piacere chiacchierare con te, è un piacere ritrovarti e ti ringrazio per questo spazio che mi concedi».

Ti va di parlarci un pò di te? Com’è nata la passione per la scrittura?

«La mia passione per la scrittura è nata molto tempo fa, credo da bambina, ho sempre scritto e mi sono cimentata con la dimensione della poesia fin da piccola».

Qual è stata la primissima poesia che hai scritto? Te la ricordi?

«Era una poesia dedicata all’argomento del Natale, alla magia della neve, che ovviamente rifletteva anche la mia età».

Hai pubblicato cinque libri di cui due con la PAV Edizioni. Che sensazione ha provato nel vedere il tuo primo libro sugli scaffali di una libreria?

«Diciamo che non ho mai scritto pensando al risultato, ma lo ho fatto pensando di mettere nero su bianco i miei pensieri. Poi il tutto è venuto da sé, ma non ti nego, tuttavia, che in ogni caso vedere il mio libro nelle mani di lettori che mi conoscono solo come autrice e non come persona è di sicuro una bella soddisfazione».

Parliamo invece dell’ultimo libro pubblicato ricordiamo con la PAV Edizioni: “Se ne frega la luna stanotte”. Che sensazioni hai provato nel scriverlo?

«Questo libro parla del mio rapporto con il cielo, inteso sia come elemento fisico che come elemento spirituale. Sicuramente ho provato tante emozioni nello scrivere il mio ultimo libro, spesso si è trattato anche di sentimenti contrastanti tra loro, come accade spesso del resto a chi ha una sensibilità molto sviluppata».

Il primo libro (sempre con la PAV) si intitola invece “Io non amo le rose”. Perché proprio questo titolo?

«Per me “Io non amo le rose” parla del mio rapporto con la femminilità e con i sentimenti, io ritengo che non occorra vendersi, né svendersi, ma si debba essere sempre fedele a sé stessi e valorizzare la propria diversità e la propria unicità, aldilà dei cliché proposti dalla società in cui viviamo».

Oltre ad essere autrice sei anche giornalista pubblicista e collabori con diverse testate: Periodico italiano magazine, Laici, Il Giornale del ricordo, Il quotidiano nazionale indipendente ed Eroica. Ti va di raccontarci qualcosa in merito?

«Come giornalista attualmente io mi occupo di cultura, di arte e anche di tematiche femminili. Mi piace tantissimo trattare questi argomenti, mi sembra davvero di respirare una boccata d’aria pura. Ritengo ci sia sempre più bisogno di arte, di poesia e di persone e professionisti che si soffermino su questi argomenti».

Collabori anche con Pink Magazine Italia diretto tra l’altro da Cinzia Giorgio. Com’è nata questa collaborazione e come ti trovi?

«Per “Pink Magazine Italia” mi occupo soprattutto di donne e di autrici, per quanto riguarda Cinzia Giorgio lei è una persona che stimo estremamente sia dal punto di vista umano che come professionista».

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.