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Crystal Flower il nuovo album di Letizia Brugnoli

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Intervista alla bravissima Letizia Brugnoli per parlare di Crystal Flower

Letizia Brugnoli è una bravissima cantante jazz che si forma con il fisarmonicista e pianista RAI Bruno Aragosti e inizia la sua attività artistica a 16 anni entrando a far parte del gruppo polifonico vocale Kronos Fonè e del quintetto jazz vocale diretto dallo stesso Aragosti. Il 13 ottobre 2023 pubblica Crystal Flower, un album che spazia nel vero senso della parola con le sonorità che difficilmente si trovano rendendo questo lavoro discografico unico. Questo sicuramente il risultato di anni di studio. Ho avuto l’onore di farmi una chiacchierata con Letizia per conoscerla meglio artisticamente. Ecco l’intervista:

Buonasera Letizia, piacere di fare la sua conoscenza e benvenuta in Un viaggio nello spettacolo. Vorrei iniziare la nostra chiacchierata parlando subito del suo ultimo album Crystal Flower uscito il 13 ottobre con Irma Records. Potrebbe dirci qualcosa in più su questo lavoro?

Crystal Flower è un album fondamentalmente jazz e all’interno vi sono dodici brani interamente inediti, stilisticamente eterogenei, che raccontano momenti di vita, emozioni, sogni e desideri. Crystal Flower è un viaggio all’interno di differenti sonorità che, spero, possano portare altrove la mente dell’ ascoltatore.

Ascoltando l’album che devo dire mi è piaciuto e approfitto per farle i complimenti ho trovato molto particolare Nostalgiazz perché mi ha fatta catapultare in un jazz club degli anni ’60. Perché questa scelta?

Si, infatti il titolo fa proprio riferimento ad un breve passaggio del brano in cui viene musicalmente evocata un’atmosfera da jazz-club nell’ America degli anni Trenta. Si tratta però di un riferimento ironico e volutamente stereotipato, una sorta di scherzoso omaggio al jazz del tempo che fu.
Nel pezzo convivono due anime: nella prima, su un rilassato tempo latin si dispiega una sinuosa melodia che si dipana su un accompagnamento ripetitivo e vagamente ipnotico; l’altra ha un carattere swingante e propulsivo.

In Agua De Maio, invece abbraccia le sonorità brasiliane poco conosciute bassa nova. Quanto è importante per un artista spaziare tra i generi musicali?

In Agua de Maio è evidente il riferimento al celeberrimo Aguas de Marco del grande Antonio Carlos Jobim. Il brano, volutamente, non ha però l’andamento della bossa-nova, ma vuole rievocarne alcune atmosfere, intimiste e malinconiche.
Spaziare tra i vari generi è sicuramente stimolante e permette alla creatività di esprimersi in modo più fluido.

Koka è un brano swing. Le va di parlarci un po’ di questo brano?

Come diceva lei, appunto, Koka è un brano swingante di jazz tradizionale. Insieme ad Albert’s Poem to Elle e We Both Knew vuole essere un omaggio agli standards che tutti i musicisti jazz conoscono e sui quali si sono formati. Il testo è stato volutamente scritto in italiano, proprio perché non è sempre così facile trovare un brano swing con testo, appunto, in italiano.

Nel ringraziarla per la bellissima e istruttiva chiacchierata le faccio l’ultima domanda. Progetti per il futuro?

Sono io a ringraziarla! Per quanto riguarda i progetti per il futuro posso dirle che stiamo già lavorando a nuove idee e ci sono varie cose in cantiere che spero possano prendere presto forma. Intanto, però, voglio concentrarmi ancora su Crystal Flower e farlo vivere nei live!

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.