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Incontri con gli autori: Maria Tedeschi ci presenta “Donatore di sangue”

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"Donatori di sangue" di Maria Tedeschi
Donatori di sangue di Maria Tedeschi

Per la rubrica Incontri con gli autori vi presento Maria Tedeschi che ci presenta il suo romanzo Donatore di sangue. Per l’occasione abbiamo fatto una bella chiacchierata. Ecco cosa ci siamo detto

Ciao Maria, intanto piacere di conoscerti e grazie per aver scelto il mio blog per promuovere il tuo libro. Dicci qualcosa di te per presentarti ai nostri lettori. Partiamo dal titolo, perché hai scelto Donatore di sangue?

Sono anch’io molto felice di conoscere te e i follower del tuo blog e ti ringrazio, cara Anastasia, di questa bella opportunità.

Oggi di “sangue” si sente parlare spesso in senso negativo. Viene soprattutto associato alle guerre, alla morte, alla violenza.

Nel mio libro, invece, il “sangue” ha una valenza positiva e diventa simbolo vita. È un dono che abbiamo ricevuto tutti alla nascita.

Se vogliamo, non ci costa nulla, possiamo generosamente donarne un po’ continuando a generare vita senza perdere nulla.

Che cos’è emofobia e perché hai scelto di trattare questa tematica così delicata nel tuo romanzo?

L’emofobia è la classica fobia del sangue, delle iniezioni, delle ferite… e il titolo:

Il” Donatore di sangue”, a un primo livello di lettura, potrebbe apparire fuorviante perché il protagonista è un emofobico incallito.

Egli, oltre al sangue, ha totalmente bandito il colore rosso dalla sua vita e arriva ad evitare oggetti taglienti ed appuntiti e/ o tutte le situazioni che in qualche modo possano richiamarlo.

A causa di una strana allergia, si troverà a fare i conti con quello che considera il suo grande nemico e a doverlo affrontare.

Riuscirà a vincere la battaglia o almeno, ci sarà per lui una tregua? Questo lo scoprirete leggendo.

Questo è il tuo primo romanzo. Cosa si prova a vedere il proprio libro sugli scaffali di una libreria o tra le mani di un lettore?

Non è il mio primo romanzo. È il terzo in lingua italiana, il quarto in ordine di tempo se si considera anche quello da me autopubblicato in lingua inglese.

Vedere il proprio libro in libreria o in mano a un lettore è una sensazione bellissima. È come sentirsi riconosciuti ed amati da qualcuno.

Di solito nelle vetrine si espongono gli oggetti migliori per far godere tutti della loro bellezza e soprattutto per invitare ad entrare per scoprirne altri preziosi all’interno.

Un libro scelto… per me, è come essere scelta come persona e non può che generare una grande gioia.

E a proposito di lettori, che rapporto hai con i social e con i tuoi di lettori?

Credo che i social offrano grandi opportunità: ti permettono di arrivare anche dove non puoi fisicamente, di superare la barriera spazio- temporale e quindi di creare anche nuovi lettori.

Li uso in maniera consapevole e non bulimica, ne riconosco le potenzialità ma preferisco, laddove possibile, incontrare i miei lettori da vicino, guardare loro negli occhi, vedere le loro espressioni e nel caso, anche accettare le loro critiche costruttive. Amo tutti i miei lettori, li considero amici e confidenti a cui affido i miei pensieri.

L’aspetto che potrebbe essere negativo (in riferimento ai social) è quello della presenza subdola di hater o troll, che per quanto mi riguarda, lasciano il tempo che trovano.

Ho fatto delle scoperte incredibili sull’identità di alcune di queste persone. In generale posso dire che sono poveri infelici con uno spiccato senso di inferiorità che cercano di offuscare gli altri più fortunati per sentirsi meno soli.

Sicuramente non hanno mai aperto nemmeno una pagina dei tuoi libri o, se lo hanno fatto, li hanno trovati fantastici e questo ha fatto aumentare la loro rabbia e il loro senso di inferiorità.

Provo per loro tanta tristezza… anzi li invito a sane letture che, insieme alle classiche sedute del loro terapista di fiducia, potranno essere un vero toccasana.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.