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Due chiacchiere in musica: intervista alla cantautrice napoletana Amada

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Amada

Annalisa Madonna in arte Amada è una cantautrice napoletana ed in questo periodo è impegnata con alcuni live. È riuscita però a trovare un po’ di tempo per scambiare due chiacchiere con noi. Ecco cosa ha detto:

Ciao Annalisa, intanto piacere di conoscerti. Ti va di parlarci un po’ di te?

“Ciao a te e a tutte e a tutti i tuoi lettori. Parlare di me in poche parole è presentarmi per quella che sono: una cantante e una compositrice. Sono sempre grata a chi vuole avvicinarsi al mio lavoro musicale, ascoltando le mie canzoni e credo che questo sia il modo piu’ rapido per conoscermi perchè fin da piccola è questo il linguaggio che mi è piu’ congeniale per esprimermi. Nasco e cresco in una famiglia di artisti, dapprima pianista e poi cantante essenzialmente folk per quanto abbia fatto studi classici e poi jazz”.

A che età hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada e la tua vita?

Credo a 19 anni quando ho firmato il mio primo contratto discografico con C.N.I. music e ho girato con la mia prima tournè con i vox populi in giro per l’Europa.In uno di quei viaggi, in furgone di notte, tra lo spavento e l’incanto, capii che sarebbe stato quello il mio destino e così è stato”.

Hai scelto un nome d’arte particolare “AMADA”. Com’è nato?

“In realtà il nome Amada me lo ha dato Joe Barbieri che nel 2009 con microcosmo dischi produsse il disco dei Kantango “Ida y vuelta”. A me fu affidato il canto del primo singolo “Dejame” e da lì il desiderio di coniare un nomignolo piu’ indicato al mondo del tango. Del resto Amada è la contrazione ai minimi termini di Annalisa Madonna. L’ho amato da subito e l’ho conservato”.

Parliamo del tuo ultimo lavoro discografico Nove piccoli sorsi di mare. Ti va di dirciqualcosa in merito?

“Avevo un sogno a 40 anni e l’ho realizzato pubblicando il mio primo disco da solista. Dopo piu’ di vent’anni di band longeve e di preziose collaborazioni, ho realizzato uno dei miei piu’ grandi desideri grazie anche all’aiuto essenziale del genio creativo di Giacomo Pedicini e alla produzione esecutiva di Bruno Savino soundfly. Nove piccoli sorsi di mare è un disco di nove brani che raccontano storie di mare, come in una formula magica in cui il mare cura le nostre ferite. Sono anche storie di donne di mare, di viaggi, di amori crudeli o perduti. Un piccolo viaggio che racconta anche tutte le esperienze del mio percorso musicale di questi quarant’anni”.

La mujer de mi mujer è invece il primo singolo di questo album di cui troviamo suYoutube anche il video ufficiale. Ti va di parlarci sia del singolo che del video?

“Questo video è stato pensato e girato dalla bravissima Denise Galdo che è anche una bravissima cantante! L’idea del brano ma anche ripresa dal video, è quella di raccontare una serata in una milonga, serata atipica perchè il narratore racconta di aver pedinato la sua donna e di aver scoperto un suo tradimento:la vede appunto ballare con un’altra donna e canta “Mira l’amante della mai donna!”

La mujer de mi mujer, video ufficiale di Amada

Qual è tra i brani quello più significativo per te?

“Il brano piu’ significativo per me è sicuramente Beatriz e o beijaflor in quanto è nato dal forte desiderio di cantare e omaggiare le donne vittime di femminicidio. Un canto alla loro libertà, alla loro bellezza, un canto di dolore che vuole gridare forte e arrivare anche alle menti piu’ chiuse, per sensibilizzare maggiormente su questo tema che è diventato un’emergenza sociale e culturale per il nostro paese.Tu mi hai condiviso il video del live Amor cruel”.

Che sensazioni provi quando calchi un palco?

“Sicuramente Amor cruel rappresenta un’emozione specifica che è quella del tormento amoroso. Quando canto questo brano mi sento coivolta e appassionata a tal punto da donarmi completamente e sfiancarmi. In generale sul palco mi sento nella mia naturale essenza ed è sempre stato così”.

Qual è la giornata tipo di un cantante?

“La giornata tipo è sicuramente dedicata alla composizione, a registrare, a studiare o a viaggiare per raggiungere palchi lontani”.

Che messaggio vorresti lanciare con la tua musica ai giovani?

“Sono certa che il messaggio piu’ importante che arriva sia la consapevolezza che se uno vuole fare l’artista oggi, nonostante le ristrettezze culturali e i pochi spazi, con il giusto impegno, puo’ ritagliarsi un suo piccolo posto nel mondo. Grazie mille per questa bellissima e costruttiva chiacchierata ma soprattutto graGrazie mille a te e alla prossima!”

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.