Racconto ciò che leggo: “Grande Meraviglia” di Viola Ardone edito Einaudi

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Viola Ardone

“Grande Meraviglia” di Viola Ardone

Viola Ardone
«L’amore è incomprensibile, una forma di pazzia». Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza. Dopo “Il treno dei bambini” e “Oliva Denaro”, “Grande meraviglia” completa un’ideale trilogia del Novecento. In questo romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con l’uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dall’altro, per sentire di esistere. Elba ha il nome di un fiume del Nord: è stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtà è un manicomio. Poi la madre è scomparsa e a lei non è rimasto che crescere, compilando il suo “Diario dei malanni di mente”, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dell’infermiera Gillette e di Nana la cana. Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finché un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, è quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima. Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: l’unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai è stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternità. Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che l’amore degli altri non dipende mai solo da noi. È questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.

Introduzione

Per la rubrica “Racconto ciò che leggo” oggi vi parlo dell’ultimo romanzo della scrittrice napoletana Viola Ardone, Grande Meraviglia pubblicato il 19 settembre 2023 con la casa editrice Einaudi.

Recensione

Comincio dicendo che essendo una trilogia del Novecento ( i precedenti sono Oliva Denaro e Il treno dei bambini) anche se non collegati tra loro come per Elena Ferrante, per scelta personale li ho letti tutti e tre insieme e sempre per scelta personale ho deciso di parlare prima di Grande Meraviglia.

Si tratta di un romanzo con una tematica molto delicata ma trattata in maniera ineccepibile dall’autrice ma allo stesso tempo una storia coinvolgente con la capacità di catturare l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine.

La protagonista del romanzo è Elba, una ragazza che porta il nome del fiume e che nasce e vive insieme alla mamma in un manicomio.

Attraverso la voce narrante di Elba e chiudendo per un attimo gli occhi è possibile conoscere non solo le giornate tipo della protagonista ma allo stesso tempo si conosce ciò che accadeva in un manicomio tra elettrochok, terapie con droghe e punizioni.

In Grande Meraviglia la nostra autrice cita la legge Basaglia (entrata in vigore 45 anni fa il 13 maggio 1978 e la quale sancì la chiusura dei manicomi, riformando il sistema di cura per il disagio mentale ma allo stesso tempo segnando una svolta nel mondo dell’assistenza ai pazienti psichiatrici).

Focus sull’autrice

Viola Ardone(Napoli 1974) insegna latino e italiano a liceo. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato i due best seller Il treno dei bambini e Oliva Denaro tradotti in tutto il mondo.

Voto

5/5

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Vita meravigliosa sempre mi meravigli che pure senza figli mi resti ancora sposa (Vita meravigliosa di Patrizia Cavalli)

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.

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“Grande meraviglia” di Viola Ardone

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Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza.

"Grande meraviglia" di Viola Ardone

Dopo Il treno dei bambini e Oliva Denaro, Grande meraviglia completa un’ideale trilogia del Novecento.

In questo romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con l’uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dall’altro, per sentire di esistere.

Elba ha il nome di un fiume del Nord: è stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtà è un manicomio.

Poi la madre è scomparsa e a lei non è rimasto che crescere, compilando il suo “Diario dei malanni di mente”, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dell’infermiera Gillette e di Nana la cana.

Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finché un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, è quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima.

Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: l’unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai è stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternità.

Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che l’amore degli altri non dipende mai solo da noi. È questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.

L’amore è incomprensibile, una forma di pazzia.

Info autore

Viola Ardone

Viola Ardone insegna latino e italiano al liceo.

Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato i due best seller Il treno dei bambini(2019) e Olivia Denaro(2021) tradotti in tutto il mondo.

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