Intervista al duo Anima

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Partiamo dalle origini:quando avete iniziato ad interessarvi alla musica?

Umberto: sono stato sempre rapito dalla musica e dai suoni sin da piccolino , ma ho iniziato a praticarla più seriamente a 16 anni quando ho preso le prime lezioni di chitarra, da allora continuo a cantare e suonare.

Stefano: Come ascoltatore da subito, Michael Jackson, Bad è stata la mia prima cassetta,  avevo 12 anni. All’eta di 16 anni  ho preso in mano la prima chitarra, ma già ero passato ad ascoltare Metallica, Slayer…. E non vado oltre.

Vi va di raccontarci i vostri primi passi con la musica?

Umberto: ho iniziato con le feste dell’oratorio del mio paese, mi hanno chiesto di partecipare ad un musical e inconsciamente ho detto di sì, ma non amavo molto recitare, quindi ho scelto semplicemente di cantare cercando  di superare la mia timidezza, dato che  prima di allora facevo i concerti solo sotto la doccia ! Poi Presa la confidenza ho continuato a fare musica prendendo lezioni di chitarra e formando la prima band

Stefano: A 16 anni lezioni di chitarra in oratorio, prima band Metal, ma da subito la voglia di comporre musica, l’esecuzione fine a se stessa non mi ha mai attratto, vedo una band come un progetto più ampio della semplice interpretazione o copia di qualcosa che già esiste.

 Quanto è importante per un musicista raggiungere un’identità artistica?

Umberto: credo sia fondamentale. Se vuoi raccontare qualcosa di sincero  è importante farlo a modo tuo,  attraverso un pensiero o un genere musicale o semplicemente con il timbro di voce.

Stefano: Si sono abbastanza d’accordo anche io, probabilmente il cercare la propria identità, ti porta ad evitare di cercare di somigliare a qualcuno.

Vi ispirate a qualche artista in particolare?Se sì,chi?

Umberto: amo molti artisti soprattutto italiani, ma non mi ispiro a nessuno in particolare , posso dire che tutto ciò che mi piace poi, inconsciamente/consciamente viene filtrato nelle nostre canzoni e raccontata  nel nostro stile.

Stefano: ora però rispondo io per primo che Umberto mi ruba le risposte che ho in mente!

 Quali sono i lati positivi di un cantante?

Stefano: Io che sono stonato e mi sono sempre rifiutato di cantare, anche quando facevo il chierichetto in chiesa, penso che essere esso stesso (ma è giusto?) il proprio strumento musicale, non ha prezzo.

Umberto: il lato positivo di fare il cantante è semplicemente la musica ! E se fai musica che tu sia uno  strumentista o cantante non conta , perché ha la capacità di portarti e spingerti in un mondo dove tu sei l’artefice di tutto! I limiti li metti

E quelli negativi?

Stefano: io le corde del basso e della chitarra le posso cambiare, Umberto  le corde vocali che ha se le tiene!

Umberto: forse che perdi la cognizione del tempo! E se avevi altri  impegni magari te ne scordi, questo è quello che mi capita spesso .

 Cosa provate quando cantate?

Stefano: Io non canto quindi no lo so, potrei provare ma in un momento che sono da solo.

Umberto: come dicevo prima la musica non ha limiti se non sei tu a metterli quindi  si può essere , felici, tristi ,arrabbiati , energici ,persi ecc ecc io sento un po’ di tutto questo .

Come l’hanno presa i vostri genitori quando avete comunicato di voler fare i cantanti?

Stefano: Mio padre che è Ligure mi ha subito messo in guardia dai costi delle lezioni di chitarra.

Umberto: i miei semplicemente entusiasti! Dato che ho una famiglia amante della musica e di origini campane

 Cosa ne pensate dei talent?

Stefano: io sono abbastanza categorico su questo tipo di trasmissioni, danno poco spazio alla figura del cantautore che a livello radiofonico è morto, si cerca di creare un personaggio, una storia, un qualcosa da vendere seguendo regole di marketing.

Umberto: mi sono affezionato ad alcuni artisti usciti da lì, ma i talent essendo degli show sono adatti e studiati per la TV di intrattenimento, non so se sarei capace di farne parte.

 Nel maggio 2018,è uscito “Il mondo dentro”;ci spieghereste il titolo adottato all’album?

Umberto e Stefano: con il mondo dentro abbiamo cercato di rappresentare le svariate tematiche ispirate alle diverse sfaccettature della  vita.Si parla non solo dell’amore in tutte le sue forme, dei sentimenti e delle emozioni che suscita un nuovo incontro o la fine di un rapporto, ma si affrontano anche i timori, le fragilità e le paure che spesso non si ha il coraggio di rivelare, sottolineando sempre l’importanza di ritrovare in se stessi la forza per superare le difficoltà che si incontrano sul proprio cammino.Ecco perché con “Il mondo dentro” volevamo rappresentare il viaggio introspettivo del nostro  “IO”  più profondo, tutte quelle infinità di cose che fanno parte di noi e che in qualche modo devono emergere e trovare il proprio sfogo. Nel nostro caso, è la musica di questo album

Vi va di descriverlo in 140 caratteri?

Stefano: Fammi pensare……. descrivere la musica in parole è come descrivere il colore arancione, o descrivere il sapore di un piatto, va ascoltato, che metti caso che riusciamo a descriverlo poi nessuno lo ascolta. A parte gli scherzi potremo descrivere la fatica nel farlo, la soddisfazione nel finirlo, il piacere di condividerlo. E per questo facciamo ancora musica.

Quante cose sono cambiate dal 2018?

Umberto e Stefano: la consapevolezza, grazie all’esperienza fatta durante la realizzazione del  primo album e i diversi video che abbiamo girato e realizzato completamente da soli, ci permette di avere le idee più chiare su come raggiungere il risultato che vogliamo ottenere

Vi va di raccontarci il processo di composizione dei brani?

Umberto : solitamente parto prima dalla musica e solo in seguito aggiungo  le parole, fatto questo la canzone è comunque ancora a uno stato primordiale dove c’è solo uno strumento di accompagnamento( nel mio caso la chitarra)  più la linea melodica di voce . Nella seconda fase avviene l’arrangiamento (l’abito della canzone) e questa la elaboro insieme a Stefano costruendo le varie linee di basso, piano, batteria e vari Sinth, tutti gli elementi che andranno a formano la canzone finale.

Quanto sono state importanti,nel vostro percorso formativo,le esperienze passate in altri progetti?

Stefano: Alcuni progetti mi hanno aiutato molto, soprattutto nelle Band in cui ho avuto a che fare con bravi musicisti, o progetti in cui il numero di Live era veramente molto alto, comunque ogni progetto può essere un elemento di crescita personale, bisogna essere sempre curiosi e aperti ad altri punti di vista, consigli e critiche.

Umberto: diciamo che per quanto mi riguarda è stato un percorso un po’ lento , ed è ancora così , ma comunque a ogni step si impara sempre qualcosa di nuovo e di volta in volta cerco di migliorare le cose che reputo più deboli.. quindi ogni esperienza fatta porta a ciò che sono oggi.

Qual è la vostra giornata tipo,prima di un live?

Umberto : cerco di non pensarci perché la cosa mi agita sempre tanto  , quindi mi tengo impegnato a fare altro fino al momento dell’esibizione.

Stefano: Una qualsiasi e normale giornata, diversi anni fa mi sono trovato a ripassare i giri di chitarra in aeroporto, di ritorno da un viaggio di lavoro.

Avete paura di sbagliare ad un live?

Stefano: Ho paura di sbagliare soprattutto la prima canzone, anche dopo mille concerti, la prima canzone è sempre la più “emozionante”. Nel bene e nel male.

Umberto: il mio timore , a parte lo stonare , è quello di dimenticare qualche parola o la rottura di una corda della chitarra, la paura esiste sempre!

 Avete un gesto scaramantico prima di salire sul palco?

Stefano: No no Razionale come sono 😀

Umberto: sinceramente non ne ho , come ti dicevo prima cerco di non pensarci , come si dice di solito: o la va, o la spacca !

Partecipereste al Festival di Sanremo?

Stefano: Gratis? Si si certo volentieri!

Umberto: cavolo si ! Ma credo farebbe piacere a chiunque esibirsi su un palco così importare dove hanno fatto la storta un sacco di artisti italiani che ammiro molto

Avete progetti per il futuro?

Umberto e Stefano: Pensavamo al cinema, muto…. No no continueremo con la musica.

 Per i giovani che vogliono fare i cantanti,che consigli vi sentite di dare?

Umberto: di divertirsi E di lasciarsi prendere. E’ una delle poche cose che, anche se ne abusi non fa mai male , anzi , arricchisce l’Anima !

Per ascoltare l’album del duo Anima:

mentre per ascoltare l’ultimo singolo di “Respiro nel vento”:

Spotify: https://open.spotify.com/album/5WeO46Z2gH9hWeOM85qxVh?si=q26By32aRaW79yPl6SCplw.

Il video è visibile su YouTube (www.youtu.be/QMpMxJkh7G0) e sulla pagina Instagram official_anima_band (https://www.instagram.com/tv/B0JKqrNFLJ3/?igshid=sep67adlo7t5).

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.