“Le terre di Narwain-Il figlio dell’Oblio”: libro d’esordio di Aurora Nardoni edito PAV

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Si prosegue con la conoscenza degli autori provenienti dalla casa editrice PAV. Finalmente ho conosciuto Aurora Nardoni con cui abbiamo parlato del suo esordio nell’editoria e di Le terre di Narwain-Il figlio dell’Oblio, romanzo Fantasy molto interessante. Ecco cosa mi ha detto:

Ciao Aurora, come stai? È un piacere farmi una chiacchierata con te. Non ci conosciamo bene ma il tuo libro mi sembra molto interessante. Le terre di Narwain-Il figlio dell’Oblio. Cosa ti ha spinta a cimentarti in un genere letterario particolare come il Fantasy?

Ciao Anastasia, tutto bene grazie e tu? Grazie di cuore per quest’opportunità, mi fa davvero piacere. Dunque, parlando di Narwain posso dirti di aver cominciato a creare questa storia all’età di 15 anni e col tempo i suoi personaggi mi sono rimasti sempre accanto, nonostante la storia abbia subito diverse trasformazioni, prima di arrivare alla sua versione definitiva. Ho scoperto il genere Fantasy grazie alla lettura della saga del Mondo Emerso di Licia Troisi e da piccola avevo una fissa particolare per i film del Signore degli Anelli. Quelle due cose sono state un po’ il mio punto di partenza verso la scoperta di un genere letterario che amo e amerò sempre.

Dando un’occhiata al libro con il Kindle, le due cose che maggiormente mi hanno colpita sono stati il titolo e la copertina. Ti va di parlarcene?

Certamente. Ho pensato di chiamare la saga “Le terre di Narwain” perché, all’interno della trama piuttosto intricata di questa storia, la vera protagonista di tutto è lei, Narwain, il mondo nel quale si muoveranno non uno ma ben cinque protagonisti. “Il figlio dell’Oblio” è il titolo del primo volume e fa riferimento a un personaggio importante che incontrerete già dal secondo capitolo del libro, ma su questo punto non mi dilungo oltre per evitare spoiler, hahahahahahah.

La storia è ambientata in una foresta e per di più nel 1177. Come nascono le ambientazioni e perché proprio nel 1177?

Per le ambientazioni mi sono ispirata a culture realmente esistenti nel nostro mondo. Ogni terra è una versione fantasy rivisitata di un pezzo del genere umano che ha catturato la mia attenzione; Jorgenar, per esempio, è ispirata alla cultura norrena, Miz-Kun all’Estremo Oriente, Na’Rahiq alla cultura araba e così via. Tutto questo rende l’ambientazione di Narwain piuttosto variegata e credo sia uno dei punti di forza del romanzo. Il 1177 è una data che non ha particolari riferimenti reali. Segue il calendario fittizio che ho creato io stessa per cercare di dare un punto di riferimento a livello temporale dove richiesto.

Senza spoilerare troppo il libro ma allo stesso tempo per invogliare la gente a prendere il libro. Ti va di dirci qualcosa a proposito dei personaggi? Per una curiosona come me la nascita di un personaggio è la prima cosa che mi incuriosisce.

I personaggi sono stati una delle parti più stimolanti da creare. Gedhys e Vreman sono stati i miei primissimi characters e più o meno sono rimasti tali e quali a come li avevo concepiti all’inizio. Gedhys, in particolar modo, rappresenta quella parte adolescenziale di me che ormai non c’è più, tranne che per alcuni minuscoli frammenti che mi porto dietro tutt’oggi. Gedhys l’ho creata ispirandomi alla copertina di “La guerra degli Elfi” di Brennan, illustrata da Paolo Barbieri. Vreman invece è ispirato come primissima fonte a un personaggio creato dall’autrice Alessia Mainardi per la trilogia di “Avelion”. Tutti libri letti durante il periodo adolescenziale. Da lì poi si sono trasformati, sono cambiati loro, sono cresciuta io e con me un po’ il loro “spirito” e il loro ruolo.

Leggendo un pò di bio, ho potuto notare che sei una grandissima appassionata di musica. Quale genere predilige?

Ho studiato musica per qualche anno. Diciamo che sono molto aperta sui generi musicali, anzi direi che sono proprio onnivora. Ascolto di tutto, dalla musica classica alle hit del momento, dal metal alle colonne sonore dei film. Tutto quello che mi piace tendo a salvarlo nella playlist. Tra le mie band preferite ci sono i Coldplay, gli Imagine Dragons e gli Evanescence (per la parte più darkettona di me rimasta ancora in vita post 16 anni). Se andiamo più sul classico invece, adoro le quattro stagioni di Vivaldi, la musica classica russa e qualche brano di Mozart.

Inoltre ho visto che nel 2021 hai pubblicato un diario epistolare su Wattpad dal titolo Lettere mai lette. Ti va di parlarcene?

Lettere mai lette è stato forse il primo momento in cui ho cominciato a uscire dal guscio come scrittrice, o meglio, come persona che ha coltivato per anni in segreto il sogno della scrittura. Lettere mai lette non vuole essere niente di pretenzioso, solo un diario epistolare scritto in tempo di pandemia che usavo un po’ come valvola di sfogo e un po’ per condividere i miei pensieri con chiunque fosse disposto a leggere.

Sempre con la PAV Edizioni, hai pubblicato nella raccolta Sogni di fantasy: racconti magici per viaggiatori di mondi un racconto dal titolo Il sentiero tra le ombre.

Il sentiero tra le ombre è stato la mia primissima pubblicazione. Mi sono messa in gioco con quel piccolo racconto e ho vinto un posto nella raccolta, con mio grande onore e soddisfazione. Da lì poi è cominciato il mio rapporto con la PAV edizioni. Il sentiero tra le ombre ha qualcosa di molto personale, vuole essere un ringraziamento verso un gruppo di persone che, nonostante tutto, mi ha dato tanto. Senza la Gilda dei Custodi di Storie, forse non avrei mai conosciuto persone che, in qualche modo, hanno contribuito a farmi diventare quella che sono oggi, in bene e in male.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.