“LO SAPEVI CHE?”: due chiacchiere con Monica Pasero

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LO SAPEVI CHE? Io no, ma il mio caporedattore sì è il nuovo libro della scrittrice e giornalista Monica Pasero, disponibile su Amazon per l’acquisto dello stesso

Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un libro molto particolare LO SAPEVI CHE? Io no, ma il mio caporedattore sì, uscito il 1° maggio 2024. Mi ha incuriosita e non poco dunque, mi sono messa in contatto con Monica Pasero che ne è l’autrice e ho fatto una chiacchierata con lei. Ecco cosa mi ha detto:

Buonasera Monica, intanto ti ringrazio per aver scelto “Un viaggio nello spettacolo” per promuovere il tuo ultimo libro, LO SAPEVI CHE? Io no, ma il mio caporedattore sì, uscito lo scorso 1° maggio 2024. Come nasce?

“Ti ringrazio in primis per l’ospitalità. Questa raccolta nasce per ricordare il mio
caporedattore (la mia gatta) che ha scritto insieme a me per 17 anni. Io e il
“caporedattore” abbiamo creato una rubrica chiamata: “La rubrica meno letta”. Ogni settimana analizzavamo una parola con conseguenti considerazioni. Tutti gli
articoli sono racchiusi in questo volume, che vi invito a leggere”.

È la prima volta, se devo essere sincera che mi capita tra le mani un libro del genere e mi ha anche sorpresa. In positivo ovviamente. Mi ha colpito in modo particolare la domanda che hai posto al lettore e che io, a mia volta, voglio porre a te. Siamo davvero liberi di scegliere il libro da leggere?

“Viviamo in una società che ci condiziona dalla scelta dell’abbigliamento da indossare, alla musica da ascoltare, al cibo che portiamo a tavola, a come dobbiamo essere fisicamente e, ahimè, anche come dobbiamo pensare… Anche la lettura fa parte del pacchetto.
La libertà è un fattore mentale, personale, vero, ma il condizionamento esterno ci
porta spesso a preferire libri molto pubblicizzati, che scalano le classifiche e di cui tutti parlano. Bene o male non importa, basta che se ne parli. Per cui un libro non troppo pubblicizzato, per motivi spesso economici, non ha la stessa possibilità di chi può promuoversi.
Le librerie non aiutano: non permettendo ad autori meno noti di essere tra gli
scaffali, il monopolio della grande distribuzione, sappiamo bene, esiste solo per chi è già in vetta e gli autori dei self o di case editrici, meno conosciute, non vengono considerati.
Qui sta al lettore decidere se dare fiducia o meno a queste realtà. Nel marasma
editoriale presente è difficile distinguere l’autore bravo da quello mediocre per cui consiglio ai lettori di andare oltre la Casa editrice, alla notorietà dell’autore, perché spesso, come diceva De Andre, “Dai diamanti non nasce niente. Dal letame nascono i fiori”.

Cosa significa per te leggere un libro?

“Ho iniziato a leggere quando sono diventata mamma, tra le corsie degli ospedali per vari motivi, ai tempi i cellulari non avevano ancora preso piede, menomale, per cui i libri sono diventati i miei migliori amici, mi sono appassionata a quel mondo racchiuso in pagine. Leggere è viaggiare, conoscere nuovi mondi, estraniarsi dai problemi, rigenerare i pensieri e trovare nuove energie e, spesso, anche risposte per vivere meglio”.

Virginia Woolf diceva: “L’unico consiglio che una persona può dare a un’altra sulla
lettura è di non accettare consigli, di seguire il proprio istinto, di usare la propria
testa, di arrivare alle proprie conclusioni.” Che ne pensi a tal proposito?

“Credo che avesse ragione… Ogni persona è un mondo a sé fatto di pensieri
contrastanti, di stati d’animo differenti. Ogni lettura smuove in noi qualcosa,
nessuno può dirci: “leggi questo, ti piacerà” perché quando leggiamo un libro, in
qualche modo, diventiamo protagonisti inconsci di quella trama. Ultimando la
lettura alcuni saranno entusiasti, altri no: si aspettavano magari un finale
diverso, un viaggio diverso. Per cui occorre sia nella scelta di un libro, ma in ogni
ambito della vita, usare sempre la propria testa e l’istinto che è un’ottima bussola
di vita, se si ha il coraggio di seguirlo”.

Come mai hai scelto un gatto come immagine della copertina? Cosa rappresenta
per te il micio?

“Quel gatto è la fotocopia del mio amato caporedattore.
La storia del gatto è affascinante, pensa che già a partire dal 3.000 a. C. nella civiltà Egizia il gatto era ritenuto sacro e visto come l’incarnazione di Bastet, dea della fertilità. Venerato al punto da realizzare monumenti in suo onore. I gatti venivano chiamati Mau o Mieou che ricordavano il loro miagolio, ma stavano anche a simboleggiare la luce sacra, visto la particolarità dei loro occhi che brillavano anche al buio. Ogni famiglia egiziana ospitava dei gatti trattandoli al pari dei loro figli, tanto da rendergli onore, alla loro morte, con un vero e proprio rito funerario.
Il culto del gatto raggiunse il suo culmine nel 950 a.C. quando si arrivò a condannare alla pena capitale chiunque ne causasse, anche involontariamente, la morte.
Anche nell’antica Roma giunse questa magica creatura; l’imperatore ordinò ai soldati che avevano prestato servizio in Egitto di portare clandestinamente dei gatti in patria. Così a poco a poco questo animale raggiunse l’Europa tramite le navi mercantili che attraversavano il Mediterraneo.
Gli antichi Romani amavano lo spirito selvaggio e curioso di questo animale; si
credeva che avesse poteri magici, concessi dalla dea Diana.
C’è molto da dire su questa stupende creature. (leggete il libro)”

È simile ad un Almanacco con tante curiosità che arricchiscono sicuramente il
lettore. Qual è la curiosità che ti è piaciuto di più scrivere?

“Sicuramente il capitolo sull’Immaginazione vista come super potere, il potere del
pensiero positivo, la legge di attrazione, argomenti da me molto amati che consiglio ai tuoi lettori di approfondire tramite” Lo sapevi che?…”.

Informazioni sul libro

LO SAPEVI CHE? Io no, ma il mio caporedattore sì

  • Editore ‏ : ‎ Independently published (1 maggio 2024)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 208 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8323544912
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About unviaggionellospettacolo 183 Articles
Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.

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