Racconto ciò che leggo: Vincenzina ora lo sa di Maria Rosaria Selo

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Recensione di “Vincenzina ora lo sa” di Maria Rosaria Selo edito Rizzoli

Maria Rosaria Selo
Quando Vincenzina rientra a casa dopo una giornata passata china sui libri universitari ancora non lo sa che la sua vita sta per cambiare. Il padre Ferdinando si è avvelenato i polmoni dopo anni di lavoro e lotte nell’acciaieria di Bagnoli, ‘o cantiere, e quando deve arrendersi alla malattia tocca a Vincenzina prendersi cura di quello che resta della sua famiglia: la madre Antonietta, che si chiude nel lutto lasciando il resto fuori, e la sorella minore Giulia, ancora troppo creatura per capire cosa sia il sacrificio. Vincenzina mette così da parte il sogno di vedersi laureata ed entra lei stessa nello stabilimento: la rabbia che ha in corpo per il destino perduto si trasforma però presto in coraggio quando si accorge che non è da sola. Tra quelle mura Vincenzina si fa forza grazie a donne che, come lei, la vita ha provato a piegare ma che in quella nuova sorellanza hanno trovato loro stesse: Piera, la caporeparto nerboruta che ama Pasolini, Anna, e i suoi occhi verdi e gentili nascosti dietro la visiera, Elena, che con le sue idee forti ispira le compagne a non arrendersi mai alle avversità.
Siamo negli anni delle grandi contestazioni di piazza e degli scioperi nazionali, dei primi movimenti femministi e dei caschi gialli in cima ai cortei, che Maria Rosaria Selo racconta con una scrittura dall’irresistibile sapore mediterraneo, dando vita a una protagonista fiera e sfrontata. Vincenzina, che conosce il dolore ma guarda dritto il futuro.

Introduzione

Torna la mia consueta rubrica “Racconto ciò che leggo” e lo faccio con un signor libro. In questa recensione vi parlo di Vincenzina ora lo sa di Maria Rosaria Selo edito Rizzoli.

Aneddoti personali

Quando mi fu consigliata Vincenzina ora lo sa accettai con piacere il consiglio perchè amo i libri tratti da storie vere o che comunque trattano tematiche di un certo spessore. Prima l’ho letto in ebook, non contenta l’ho riletto in cartaceo e ho anche assistito alla presentazione del romanzo all’ANPI Capodimonte dove ho potuto conoscere sia l’autrice ma anche il romanzo stesso grazie all’impeccabile lavoro svolto dai moderatori: Vincenzo Vacca, Sara Cucciolito e le letture impeccabili di alcuni estratti a cura dell’artista e docente Nadia Carlomagno. A tal proposito potete leggere l’articolo scritto precedentemente.

Italsider di Bagnoli

L’Italsider di Bagnoli è stato uno dei centri siderurgici più grandi d’Italia. La sua produzione era incentrata sulla creazione di ghisa e acciaio grazie al lavoro che lo stabilimento faceva partendo dal minerale del ferro. Il 20 ottobre 1990, dopo l’ultima colata, viene spenta l’area a caldo del Centro Siderurgico di Bagnoli. Purtroppo se da una parte la fabbrica in questione ha dato lavoro ai padri di famiglia napoletani dall’altra ha causato decessi per tumore ai polmoni e altri operai sono finiti in ospedale asfissiati dal gas della fabbrica.

Recensione

Protagonista del romanzo è Vincenzina Ruggiero una ragazza adolescente che vive con la famiglia a Cavalleggeri quartiere di Bagnoli, con il sogno nel cassetto di diventare insegnante.

Il padre Ferdinando lavora in questa fabbrica ma muore consumato dal cancro ai polmoni dunque Vincenzina è costretta a lasciare da parte: libri, sogni e la gioventù spensierata di ogni adolescente. Nell’ottobre 1990 Vincenzina assiste alla chiusura definitiva del Centro Siderurgico di Bagnoli.

Perchè leggere Vincenzina ora lo sa

Il romanzo è scritto in maniera impeccabile e fluida, di tanto in tanto troviamo sprazi di vita vissuta da Ferdinando e Antonietta prima che diventassero una coppia. Una particolare attenzione è stata dedicata ai personaggi minori, passaggio che ho apprezzato perchè spesso nei libri si tende a dare spazio solo ai personaggi principali ma spesso sono proprio i personaggi meno importanti a dare vita ad un romanzo come ad un film.

L’autrice ha anche inserito sapientemente un prezioso patrimonio di valori(ormai quasi scomparsi ai giorni nostri) riaccendendo i riflettori sul dolente fato dei metalmeccanici napoletani. Grazie alla penna di Maria Rosaria Selo, noi giovani (che ai giorni nostri si può dire che viviamo nel lusso rispetto a quell’epoca in cui c’era poco e i soldi a casa li portavano i padri di famiglia)possiamo in qualche modo conoscere la vita operaia a Napoli come in tutta Italia.

Vincenzina ora lo sa abbatte i pregiudizi e gli stereotipi di quell’epoca che purtroppo ci stavano. Inoltre l’autrice valorizza la forza lavoro femminile( ricordiamo infatti che già nel 1974 le donne costituivano il 32% degli occupati in agricoltura, il 20% nelle industrie e il 35% nel settore terziario).Vincenzina infatti viene accolta bene dagli operai che le presentano Italsider come una famiglia.

Voto

5/5

Video

Citazioni

Non si entra nella verità senza essere passati attraverso il proprio annientamento; senza aver soggiornato a lungo in uno stato di estrema e totale umiliazione.

Simone Weil

Note

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Pubblicato da unviaggionellospettacolo

Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.

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