Un viaggio nello spettacolo

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Che il viaggio abbia inizio

Interviste

“Siamo tutti figli unici” è il libro d’esordio di Giacomo Casula

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Giacomo Casula e il suo Siamo tutti figli unici

"Siamo tutti figli unici" di Giacomo Casula

Giacomo Casula è un autore napoletano emergente versatile in tutti i generi, crea e autoproduce spettacoli di Teatro-canzone. Io l’ho intercettato per voi e mi sono fatta una bella chiacchierata con lui e parlato del suo libro Siamo tutti figli unici. Ecco l’intervista completa

Ciao Giacomo, piacere di conoscerti e grazie per aver scelto il blog “un viaggio nello
spettacolo” per promuovere il tuo libro. Ti va di raccontarci qualcosa di te?

In genere preferisco lasciar parlare quello di cui mi occupo, la scrittura, il Teatro, i progetti
artistici. Per il resto sono un artista trentenne che ama immensamente quello che fa e vuole
allargare sempre più i suoi orizzonti.

A che età ti sei avvicinato alla scrittura e cosa rappresenta per te?

Il primo approccio intorno ai 15-16 anni, ma ovviamente era un avvicinamento disordinato e
confuso. Una relazione più seria intorno ai vent’anni. La scrittura rappresenta un’urgenza
fisiologica, un bisogno comunicativo che non si può sopprimere. Se tutto questo non c’è,
meglio fare altro.

Iniziamo dalla copertina, che tra l’altro mi piace molto. Da chi è stata realizzata e
perché hai scelto questa immagine?

La copertina è stata realizzata da Maria Palumbo, una mia zia ‘alla lontana’. Mi ha colpito
subito, una donna sola accovacciata sulla sabbia che guarda verso l’orizzonte. Racchiude
molto di quello che poi ho scritto.

Hai scelto come titolo “Siamo tutti figli unici”, cosa rappresenta per te?

Il titolo insieme al tema mi è subito venuto in mente, prima ancora della storia. Credo che
inquadri abbastanza bene il discorso trasversale sulla solitudine che è l’epicentro del
romanzo.

Da fan di Rino Gaetano ho apprezzato molto la sua citazione “Mio fratello è figlio
unico perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent’anni “. Perché hai
scelto questa citazione?

“Siamo tutti figli unici” è un’estremizzazione di “Mio fratello è figlio unico”. Se Rino Gaetano
si rivolgeva a un possibile fratello, io ho provato a estendere il concetto. Poi adoro Rino
Gaetano, è il mio primo grande amore musicale, mi è venuto naturale scegliere qualcosa di
suo.

Una particolarità che ho notato sfogliando le pagine del libro è l’inserimento dei
numeri in ciascun capitolo. Perché?

No, in realtà non c’è un motivo particolare. Forse per separare i capitoli ordinari da quelli
titolati che sono presenti soprattutto all’inizio.

Cosa rappresenta per te comunicare con i lettori?

Come ho detto anche prima, un’urgenza impellente, una condivisione necessaria tra me e
quelli che mi stanno leggendo.

Quali sono i tuoi progetti futuri come scrittore?

Continuare a scrivere secondo un’urgenza reale e mai artefatta.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.