Un viaggio nello spettacolo

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Tu(non) sei il tuo lavoro di Rosella Postorino

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Lo spettacolo teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro, commissionato alla scrittrice Rosella Postorino è in scena al Teatro Belli di Roma dal 13 al 18 febbraio per la rassegna Expo-Teatro italiano contemporaneo

Foto di © Francesco Bondi

Dopo il successo ottenuto con l’ultimo romanzo Mi limitavo ad amare te, Rosella Postorino presenta al pubblico la pièce Tu(non) sei il tuo lavoro che la vede nella nuova veste di sceneggiatrice.

Lo spettacolo, con la regia di Sandro Mabellini va in scena dal 13 al 18 febbraio presso il Teatro Belli di Roma in occasione della Rassegna di drammaturgia italiana contemporanea Expo-Teatro Italiano Contemporaneo.

Due chiacchiere con Rosella Postorino

Nonostante i mille impegni, sono riuscita a farmi una bella chiacchierata con la nostra autrice per parlare di Tu(non) sei il tuo lavoro. Ecco cosa mi ha raccontato:

Ciao Rosella, grazie intanto per aver scelto Un viaggio nello spettacolo per la promozione di questa tua pièce.
Dopo il successo ottenuto con il tuo ultimo romanzo Mi limitavo ad amare te con cui ti sei classificata al secondo posto al Premio Strega, eccoti a vivere una nuova esperienza di drammaturga. Ti va intanto di condividere con noi le tue emozioni nel ricoprire questa nuova veste?

Si tratta di un testo che scrissi nel 2009 e che nel 2010 fu messo in scena al Napoli Teatro Festival, al teatro Litta e al teatro Elfo Puccini di Milano, al festival di Cividale del Friuli ecc…

Oggi viene rimesso in scena con nuovi attori, sempre dal regista Sandro Mabellini. Io non lo vedevo da 14 anni e non l’ho mai più riletto. Quindi al teatro Belli l’ho guardato per certi versi come se non fosse mio.

E mi è arrivata una violenza che non mi ricordavo.

Forse perché spesso serve tempo perché ci rendiamo conto della violenza che abbiamo subito: solo a distanza, solo con la consapevolezza che viene dal non essere più dentro quella situazione, dal non essere più senza scelta, la capiamo. 

La mia generazione ha subito una grande violenza in ambito lavorativo, questo ho sentito. 

È uno spettacolo che parla del ricatto che rappresenta il lavoro, soprattutto quello intellettuale, di che cosa significa desiderare di accedervi pur venendo da una classe sociale molto bassa, del senso di colpa e di continuo fallimento che implica, del mercato della formazione che lucra su una falla della società, delle storture del capitalismo che si riverberano sul nostro corpo, sui nostri sentimenti.

Ma parla soprattutto di maternità”. 

La rassegna ha preso il via al Teatro Belli di Roma dal 13 febbraio e durerà fino al 18 febbraio. Verranno aggiunti altri teatri italiani?

“Tu (non) sei il tuo lavoro è già stato messo in scena, in questa nuova veste, a Forlì, sarà presto a Genova e credo ci saranno anche altre date”.

Quanto c’è di Rosella Postorino in questo testo teatrale?

“È un testo fortemente autobiografico, per quanto esasperato e spesso anche comico.

Ero io quella ventisettenne che ha paura di essere incinta e in questo modo di perdere non solo il suo contratto precario da mille euro al mese, ma anche l’illusione di aver trovato nel lavoro un senso alla vita in quanto tale”.

In scena i due attori (Maria Lomurno e Francesco Patanè, candidato ai Nastri d’Argento 2021 come migliore attore non protagonista per il film Il cattivo poeta al fianco di Sergio Castellitto) 

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.