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“Una famiglia allargata, cane compreso” di Marianna Scagliola

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Una famiglia allargata, cane compreso è il romanzo d’esordio di Marianna Scagliola

Eccoci a parlare di libri e lo facciamo con questo bellissimo romanzo che oltre a farci riflettere ha anche un po’ di comicità che non guasta mai soprattutto di questi tempi in cui la televisione ci riempie di notizie di guerre ecc. Ho raggiunto telefonicamente Marianna Scagliola, autrice di Una famiglia allargata, cane compreso e ci siamo fatte una bella chiacchierata a proposito di questo libro. Ecco l’intervista completa.

Ciao Marianna, è un piacere conoscerti. Ti va di parlarci un po’ di te? A che età ti sei avvicinata alla scrittura?

“Ho cominciato a scrivere all’età di undici anni componendo poesie in lingua napoletana grazie all’insegnamento di mio nonno paterno che si divertiva a scrivere commedie da mettere in scena con amici e parenti, ed  era un grande cultore delle tradizioni e della napoletanità”.

Iniziamo a parlare del titolo che io ho trovato molto simpatico. Una famiglia allargata, cane compreso.  Com’è nata questa idea? Quanto credi tu nella famiglia allargata?

“Per me il titolo di un libro è molto importante e spesso mi orienta nella scelta di un testo piuttosto che di un altro. Per questo volevo che il titolo del mio romanzo fosse, si rappresentativo della storia che stavo raccontando, ma anche molto originale. E devo dire che ha incuriosito molti lettori. L’idea è nata in maniera spontanea; mi è bastato pensare alla trama e non ho avuto dubbi anche perché ho intenzionalmente scelto il termine “allargata” con lo scopo di dargli un duplice significato.

Io credo molto nell’amore e a mio avviso il concetto di famiglia, che sia allargata o meno, è strettamente legato all’esistenza o meno di questo sentimento. La famiglia è amore e senza amore non c’è famiglia e purtroppo, per quanto questo possa sembrare scontato, non lo è affatto”.

Quanto ti rivedi in questo romanzo?

“Tanto. In questo romanzo c’è tutta la mia allegria, ma anche il mio sarcasmo. Ci sono alcune delle mie manie che ho ceduto a Concetta ma ci sono anche le mie passioni e la mia sensibilità che, invece, ritroviamo in Filomena”.

La prefazione è di Decibel Bellini, uno dei dj più forti di Napoli a mio parere. Com’è nata la collaborazione?

“Daniele è l’idolo del calcio Napoli, oltre ad essere un grandissimo DJ, e ho pensato a lui proprio perché il mio protagonista, Gennaro, è un patito di pallone e non fa altro che guardare in tv le partite della sua squadra del cuore. Daniele l’ha letto e gli è piaciuto molto, così ha deciso di accompagnarmi in questa avventura”.

Nella copertina ci sta il corno simbolo per eccellenza di Napoli. Quanto sei scaramantica?

“Moltissimo. Del resto sono napoletana. Come potrei non esserlo?”

Questo è il tuo primo romanzo. Cosa significa per te e che rapporto hai con i lettori?

“Questo romanzo è il sogno di una vita che si realizza. Mi piace definirlo la mia quarta creatura, visto che ho tre figli. Anche se in effetti si tratterebbe di una creatura che ha richiesto un lungo periodo di gestazione, visto che ho impiegato quasi cinque anni per partorirla. I lettori spesso mi scrivono e recensiscono il libro. Hanno accolto con molto entusiasmo questo mio primo lavoro e mi incitano a continuare perché curiosi di conoscere il seguito e perché divertiti dalla mia scrittura. Spero di non deluderli con i nuovi romanzi a cui sto lavorando. Del resto non si scrive mai solo per se stessi”.

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Mi chiamo Anastasia Marrapodi e sono giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Regione Campania. Mi occupo di musica, spettacolo, libri e cultura.